Il treno è un po' un riassunto scarno del modello di umano standard.
E' avendo a che fare ogni giorno con decine di persone diverse, decine di menti diverse e storie diverse che puoi farti una mezza idea su quanto siamo perlopiù detestabili.
L'altro giorno mi è capitato di dover stare seduta tra due vagoni, se non ricordo male eravamo una decina di persone belle compresse.
Io seduta sui gradini, io che sono quella stupida seduta sui gradini, accanto a me questa ragazza che non fa altro che gridare al telefono con una sua amica, grida su quanto quello lì sia uno sfigato atroce (cit.), grida sulla sua dieta, grida sul fatto che quella sera dovrà mangiare il sushi che viene da lei menzionato come pesce morto.
Inutile dire “perché di solito è vivo?”.
Lo penserebbe chiunque dotato di un quoziente intellettivo decente.
Eppure l'ho appena detto.
In ogni caso la mia mente non fa che formulare pensieri di disprezzo dovuti forse, ma dico forse, alle 10 ore di scuola che sono decisamente oltre il doppio delle ore di sonno effettuate la notte.
E la mia mente elabora forse involontariamente un unico pensiero che sembra quasi avere un senso logico.
Forse è banale, ma alle volte pare proprio che per la nostra sopravvivenza non serva pensare ma basti banalmente elaborare una serie di concetti che altro non sono che un riflesso distante, molto distante, di autentiche riflessioni.
Basta dire che il sushi è pesce morto e vedrai come sopravvivi alla grande.
Altro che crack, altro che LSD, altro che metanfetamina, la chiave della serenità è così fottutamente semplice, è proprio quella che vorrei provare.
Grida al suo telefono, al suo interlocutore esistente ma invisibile ai nostri occhi, una parlata scurrile quasi più della mia, anzi indubbiamente più della mia; parole sputate inconsapevolmente controvento che la rendono sgradevole ogni sillaba in più.
E la mia mente dice: patetico.
Non tanto lei, poveretta, l'ennesimo spreco di ossigeno e risorse alimentari ambulante, è veramente patetico che come lei ci sia un esercito di gente là fuori.
E la mia mente dice: dormire 3 ore.
Quante volte ti capita di urlare e di non poterlo fare?
Io passo momenti in cui questo mio desiderio brulica dalla voglia di esser realizzato e si rassegna alla realtà che non può essere compiuto.
Pensaci bene: se urli a casa tua i vicini o parenti o con chi convivi ti sentiranno, qualcuno vorrà sapere che hai non perché gli interessi davvero ma solo perché ha evidentemente voglia di farsi i cazzi tuoi, per non parlare della prospettiva di urlare in strada. L'ideale sarebbe un posto vuoto, campagna o che ne so, la cima di una montagna.
Ancor meglio le montagne russe, il top credo rimanga un concerto.
E ora me lo dici, dove cazzo lo trovo un concerto su un treno?
gente affine ai pali questa
RispondiEliminaCome faccia da sorga!
RispondiEliminaahah faccia da sorga
RispondiEliminaNo, infatti hanno inventato i lettori mp3, anche se non puoi urlare almeno puoi evitare di sentire le urla atroci degli altri xD comunque bello marti :3 ( Lofh in ritardo di circa 24 ore)
RispondiEliminaOh, già! Ma sono talmente sfigata da aver perso l'emmepitre da mesi, ahah.
RispondiEliminaGrazie grazie, grazie. Cuoricino