lunedì 19 dicembre 2011

Quando la ferocia diventa mainstream



Ecco, pensa ad una parola.
Una parola totalmente a caso.
Ad esempio, quelli che ho ora negli occhi.
Capello.
Che cos'è il capello, esattamente? Cellule morte? Quello che noi vogliamo sempre avere al posto giusto e ci ostiniamo a tingere e tagliuzzare o intrecciare in rivoluzionari (più o meno) rasta?
Prova a leggere tutte le seguenti parole:
Capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello capello
Le hai lette tutte?
Non trovi anche tu che la parola capello a furia di essere ripetuta in modo maniacale perda notevolmente di significato e appaia quasi come un accostamento casuale di suoni e di sillabe?
No?
Beh così avviene ogni giorno, solo non per il capello.
Mi è successo sabato, in realtà.
Mi trovo in questo apparentemente normalissimo e ordinario supermercato, gironzolo tra gli scompartimenti in cerca delle batterie per la mia defunta scarica macchina fotografica, chiedo a un commesso dove si trovano e mi indica la strada.
7 euro. Ok, no. Sono povera.
E in tutta tranquillità faccio per uscire, quando all'improvviso rumori strani, di vetro frantumato, e urla agghiaccianti interrompono la mia calma attività.
Mi volto e osservo la scena del commesso di prima che afferra con tutta la forza che ha in corpo quest'uomo non troppo vecchio, mentre le bottiglie di vetro di birra C R A S H dappertutto, e gira e gira l'uomo il ladro il malvivente il criminale, mentre accorrono altri commessi per usare la forza bruta e le prese di judo studiate in passato.
Mentre l'antagonista della situazione emette urla disumane, di disperazione rabbia o non so, le urla di una persona drogata con eccessiva forza in corpo.
Tutti assistono impauriti e sorpresi questa scena, io sono perplessa e non so a cosa pensare.
La commessa carina, quella che nei film drammatici sarà interpretata dall'attrice strafiga spacciata per ragazza semplice acqua e sapone, chiama la polizia.
La scena è un susseguirsi di immagini già viste, stra viste, solo attraverso uno schermo. Avviene tutto molto in fretta, sorprendentemente in fretta.
Poi alla fine non rimane più niente, anche i vetri e il pavimento vengono ripuliti, mentre le vecchie le signore i signori ridacchiano e sdrammatizzano con battutine poco divertenti.
E tutti ridacchiano, e sdrammatizzano.
Esco fuori all'aria aperta e dico a mia mamma al telefono:-Ho appena assistito ad un tentato furto.
Ed anche io, ridacchio e sdrammatizzo. Mi riesce così bene.
Poi mi siedo lì, in un punto poco importante, mi accendo la mia solita cancerosa. Ma nella mia testa rimbombano quei versi selvaggi, disumani, i versi di una persona che non è più una persona ma è ciò che il suo istinto gli suggerisce di fare.
E rimbombano i pugni e i calci e le grida, e mentre le vecchiette ridacchiano, sdrammatizzano, mi chiedo: perché tutto questo?
Sotto le risatine nervose generali e l'immensa felicità di aver vissuto un film nella vita reale, qualcosa di straordinariamente negativamente spettacolare, io mi chiedo: non si rendono conto, forse?
Ridacchiano e no, che hai da ridere?
Vertigini, brividi, nausea: le frecce che mi colpiscono.
E la risposta allora mi giunge nota, come un'illuminazione lontana.
E la risposta è:
Violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza violenza
Non è evidente? Non è chiaro?
Chiamalo mh, lavaggio del cervello, ipnopedia da svegli, come vuoi. Ma questa, sì, proprio questa, è così ordinaria e noiosa che è stata stuprata corrotta manipolata modellata ed ora, ora è all'ordine del giorno.
Cosa è reale, cosa no?
Questo sottile spesso confine baratro non è più noto forse. O è la mia eccessiva empatia, la mia eccessiva sensibilità che non sapevo neanche di possedere o c'è qualcosa che non va in tutto questo.
E se questo è il nobile animo umano, allora beh lasciami dire una cosa:
haha.

4 commenti:

  1. Ciao Marti. Come sempre ho il guinness nel prendere le tue provocazioni, ahah. Scherzi a parte,capisco benissimo quello che tu hai provato perchè anche a me è capitata una cosa del genere. Qualche settimana fa ho passato una notte in bianco perchè (penso fosse) un drogato fuori da casa mia (la mia camera dà sulla strada) si era messo ad imprecare e bestemmiare, urlando, contro tutto: Dio, il paese.. la mattina dopo ho raccontato l'episodio con una punta di sarcasmo, cioè l'ho raccontato ridendo anche perchè quell'uomo urlava frasi sconnesse o cose che non stanno ne in cielo ne in terra e questo era divertente. Per esempio è andato a battere i pugni ad una saracinesca del ristorante del mio quartiere e (alle due e mezza di notte, nota) ha iniziato a urlare "APRITE!FIGLI DI PUTTANA!" e questo mi dispiace ma era un po' comico anche perchè era chiuso da un pezzo! Scherzi a parte, sinceramente quell'uomo mi ha fatto una pena. Saltuariamente lanciava grida, proprio grida così, un po' come quelle di rabbits (ahah, no, non esageriamo..), comunque grida di dolore, proprio, non so se hai presente. E ti giuro,a parte un po' lo shock, ho proprio provato pena per lui, mi dispiaceva un sacco.. nel senso, è orribile vedere,sapere che la gente (alcuna) soffre come un cane dannato e tu non puoi fare niente. O meglio io lo volevo fare, ma come mi facevo a fidare? Mi avrebbe picchiato, secondo me, tanto era incazzato. Comunque è la vita, più o meno, anche se odio questi episodi. La gente litiga per un nonnulla, non è così che si fa! Anche oggi un 50enne e un ragazzo hanno attaccato bega (è un detto dialettale o è italiano?)perchè il ragazzo stava "tenendo" il posto ad un suo amico e il 50enne voleva sedersi proprio lì anche se c'erano altri posti. Allora si sono messi a urlare, l'autista si è fermato, il tipo gli ha buttato giù lo zaino.. ma io dico, anche tu che hai 50 anni, un po' di sale nel cervello non ce l'hai? Devi metterti a sbraitare come un bresciano ignorante che tu hai pagato il biglietto e gne gne e prendergli lo zaino e buttarglielo giù.. cioè, questo è proprio avere voglia di rissa. Odio questi episodi, ma perchè non si può vivere in santa pace??Quante teste di cazzo. Non esistono più le buone maniere e il senso civile.. e credimi, erano una gran cosa. Ora sembrano tutti animali dello zoo liberati, e nota che gli animali sono più educati.
    Va bè, ciao Marti.

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  2. se la violenza ti fa male, sei ancora sana e salva, nonostante la quantità di cancerose che trovo nel tuo posacenere la mattina

    ciao Marti.
    Cristina

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  3. Non esistono più le buone maniere e il senso civile.. e credimi, erano una gran cosa. Ora sembrano tutti animali dello zoo liberati, e nota che gli animali sono più educati. Geniale!

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  4. Spero che tu non mi stia prendendo per il culo, ahah. No, lo so che non lo stai facendo ma non è geniale per niente è solo una semplice constatazione della realtà. Potremmo citarci scambievolmente, ahah, anche se in fondo siamo solo due semplici persone pensanti e ciò non è poco (purtroppo) di questi tempi, non so se capisci cosa intendo. Bon, vorrei commentare e controbattere ancora, purtroppo mi aspettano rospi, anzi, rospacci da ingoiare e che mi obbligheranno per l'ennesima volta a fare la nottata. Fanculo,anche un giorno prima delle vacanze, ma ti rendi conto?? Puff.. 'notte :) no anzi :(

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