E' brutto che io mi renda conto solo adesso di quanto è vicino l'inverno.
E di quanta poca convivenza mi rimane con la mia indiscussa stagione preferita.
Indubbiamente l'autunno è perfetto, ad eccezione del fatto che va attribuito ad un periodo scolastico più o meno rompicazzo, è colui che sa portare con sé spettacoli di colori e non colori più eccelsi.
E non esagero quando dico che un albero spoglio circondato dai cadaveri rinsecchiti di quelle che un tempo erano parte integrante di esso, le foglie, è uno spettacolo davvero interessante nella sua semplicità.
Mentre l'inverno è vuoto, desolazione, quieto silenzio, l'autunno è colmo di sussurri del vento, scrosciare violento di acquazzoni che si divertono a fare i bulli.
L'autunno è il cielo grigio, una scarpa bagnata in una pozzanghera, è la goccia gelida che scende dal cornicione e si posa dritta in mezzo alla tua fronte esposta all'aria e ti fa maledire la tua esistenza, sono le foglie ovunque nel giardino, i mandarini con cui vai in overdose di vitamina C, i maglioni grigi in acrilico.
Un thè caldo davanti a un film ridicolo.
Un libro tra un piumone.
Nei suoi lati negativi e positivi, va apprezzato, perché l'autunno non è morto come l'inverno, l'autunno è un vivace arrivederci.
Riguardo alla primavera, beh, sono allergica al polline.
E all'estate, beh, odio il caldo.
Tentativi improponibili di un'attribuzione poetica a parte, il ciclo continuo e inesorabile delle stagioni sulla natura è decisamente affascinante, e non lo dico io, è una verità universale.
Anche quest'anno l'autunno passerà, forse con un po' di rammarico, ma si può sempre pensare che tanto tornerà tra un anno, no?
Cosa sarà cambiato, il prossimo autunno?
La cosa particolare è che probabilmente l'autunno non sarà più la mia stagione preferita.
E se ripenso ad un autunno fa la mia mente mi dice che ero ben diversa da ora.
Quanti noi stessi sorpassiamo nel tempo? Quante persone esistono in una persona?
E la cosa strana è che forse ci ostiniamo a tentare di conoscerci, mentre appena siamo un po' convinti di sapere come siamo la nostra mente è già in procinto di cambiarci.
Basta uno stupido blog o uno stupido diario come esempio, non è altro che una sorta di testimonianza di noi stessi, ma quante volte sfogliando le pagine precedenti siamo portati a pensare:
scrivevo un mucchio di stronzate galattiche.
Nel mio caso, un sacco, a dire la verità. Ed è così curiosa la perenne presunzione di dare per scontate delle altre persone quando non si sa niente realmente di sè stessi.
Cangianti animi di menti instabili, è tutto così confuso che ogni tanto mi ritrovo a pensare a chi sono io da un punto di vista prettamente d'apparenza, perlomeno.
Mi ripeto che di solito sono pessimista, ma a volte eccessivamente euforica, che mi piacciono i film surreali e i libri di Palahniuk.
Perché è difficile tenere a mente i mille noi stessi con cui conviviamo, con cui abbiamo convissuto.
"l'autunno è un vivace arrivederci"
RispondiEliminatu hai del talento, e tanto.
cristina
Punti di vista credo, ma questo mi aiuta a crederci.
RispondiEliminaGrazie, Soma