Ok. Anche quest'anno il Natale è passato. Le prime cose che mi vengono da dire è che sì, probabilmente sono ingrassata. E che sì, prevedibilmente odio il Natale ma quest'anno l'ho odiato di meno.
Sarà che del Natale sia io che la mia famiglia (credo che sia per questo che nessuno fa un accenno di decorazione da anni, no?) abbiamo sempre odiato il renderlo così pateticamente l'ennesima trovata pubblicitaria per vendere e vendere e vendere, e rifilarci qualsiasi cosa sia spendere spendere spendere.
Ma in tempi di crisi è chiaro come il sole che questo non è più possibile, che quest'anno il cappone sarà più piccolo (non per me, ha ha).
Ecco, questo era il tentativo scrauso di una partenza esilarante per un post pieno di perle di saggezza ma no decisamente no, ok.
In realtà l'argomento che ho appena iniziato non lo riprenderò più quindi ciaociao crisi, piuttosto mi è successo qualcosa di anomalo la sera della vigilia di Natale.
Introduco la cosa accennando al fatto che se c'è una cosa che involontariamente i genitori sono sempre portati a fare è illuderti e farti credere che qualsiasi cosa sgradevole legata alla gente della tua età con gli anni passerà.
O forse dovrei parlare per me.
Ora, questo concetto utopistico molto nobile può essere smentito con molti esempi di cose successe, uno di questi risale esattamente alla suddetta cena.
Si sa com'è, dovrebbe essere un festeggiamento in famiglia allegro eccetera eccetera. C'è l'obbligo di essere allegri. Di essere felici. Non è così quando ti ritrovi una moglie del padre particolarmente sgradevole che non so per quale motivo ama dipingermi a mio padre come il male oscuro in persona, la degenerazione della mia generazione.
Fatto sta che io ho la mente troppo impegnata per darci peso odiare o disprezzare e queste cose qua, per questo non mi pongo troppi problemi.
Ma nel momento in cui, dopo aver detto ripetutamente di essere vegetariana, ti ritrovi un pezzo di pancetta a tradimento nella zuppa patate e zucca (che cazzo c'entra la pancetta con le patate e la zucca?) inizi a porti alcune domande.
Ci si può non sopportare in silenzio, come fanno tutte le persone, oppure ci si può inviare frecciatine in modo infantile come fanno invece gli adolescenti dagli ormoni sballati.
Ecco, quest'usanza ho sempre pensato per qualche strano motivo si perdesse nel tempo, ma crescendo mi sono sempre più convinta e sempre più resa conto di quanto quest'usanza in soggetti poco considerevoli non muoia mai.
Ora, questo è uno dei tanti casi e potrei reagire in diversi modi ma due sono i principali:
Alla prossima cena dal papà portarsi dietro una scatola con del cibo proprio (perché non è la prima volta che incontro piccoli pezzi di carne infilati con l'astuzia a tradimento).
Continuare a testa alta a far finta di nulla e ignorare soggetti col doppio dei miei anni e con la metà dei miei neuroni (e ce ne vuole).
Il fatto di snobbare una persona più vecchia di te che dovresti tradizionalmente rispettare quindi non è affatto immotivato, se pensi anche soltanto come esempio a quanti professori trovino indispensabile gridare senza motivo e sfogare la propria frustrazione sui più giovani poi la cosa avvalora ancor di più la mia tesi.
In sostanza, quando sarete genitori, non fate lo stesso errore: non dite ai figli che crescendo si matura e che le cose si aggiustano maturando.
Se testa di cazzo sei, testa di cazzo rimarrai.
Indipendentemente.
Con amore.