mercoledì 5 ottobre 2011

Non è più come una volta

Ti ritrovi a settembre, essendo tu umile essere umano adolescente hai l'onere di recarti in un agglomerato di istruzione indefinito chiamato scuola. E' che settembre è un po' come l'inizio di qualcosa di nuovo.
Si parte sempre all'inizio di un anno scolastico dicendo “quest'anno studio e vado bene”, si parte sempre all'inizio di un anno nuovo con tanti improbabili buoni propositi.
Insomma, l'inizio di qualcosa è spesso associato ad un sinonimo di cambiamento, di aspettative in meglio.
Ma io sinceramente non ci credo molto a questo genere di cose.
Sì, anche io come mediocre creatura partorita dall'utero umano mi dico “quest'anno studio, quest'anno dormo di notte e non di giorno”, ma so benissimo che quando mi fisso su qualcosa che sia minimamente impegnativa la mia nobile mente preferisce lasciar perdere.
Da piccola ero sempre emozionata per l'inizio di un nuovo anno, fino alla terza media ricordo che la settimana prima della scuola andavo con la mamma a prendere i quaderni, le matite, le biro e tutto ciò di necessario e non per una buona resa scolastica. Era così bello, quei quaderni bianchi e senza pieghe, ordinati, quelle biro con ancora il loro carissimo tappo, quelle matite non rosicchiate, quelle gomme perfettamente bianche a momenti scintillavano al sole, quel diario così lindo e pulito. Insomma, mi motivava e per un po' tentavo di essere una persona precisa e ordinata. Poi a dire la verità arrivavo a mezzo anno ad osservare le mie compagne con ancora il materiale perfetto mentre della mia gomma non era che rimasto uno spicchio più piccolo di un seme d'arancia.
Oggi ho comprato dei quaderni consapevole che ne userò molto probabilmente 3 in tutto l'anno per la stessa materia, delle matite dello spessore che piace a me per disegnare i miei manga, 3 album da disegno che porterò una volta si una no a scuola per questioni di comodità trenistica (temo mi ritroverò anche quest'anno a fare la stronza scroccona). Ecco tutto il mio “materiale”. Non è più come una volta, non mi invoglia ad andare a scuola, a studiare, non è più come una volta, quell'entusiasmo infantile che è destinato a scemare nell'età delle crisi ormonali, dove quasi tutte le azioni quotidiane corrispondono all'affermazione “che coioni”.

Non lo so, l'ho scritta al terzo giorno di scuola, boh

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