L'individuo accetta, anche se non sa di accettare.
Torno in possesso delle mie facoltà mentali dopo un po' di tempo condite da una sana voglia di scribacchiare qualcosa.
Le mie solite cazzate del tipo il lavoro debilita l'uomo.
È ciò che penso, in queste giornate nichilistiche che sembrano eterne.
E c'è un confine così sottile che può essere in realtà un abisso nel desiderio di libertà assoluta.
La libertà sta nel pensiero, nell'espressione, quella che ricercano artisti e scrittori.
Perché l'individuo medio accetta, e trova del tutto naturale accettare.
Ma l'individualista pretende, pretende di più.
Se per l'individuo è naturale sottostare a leggi e imposizioni, se per l'individuo è naturale lasciarsi scorrere addosso queste costrizioni e questa vita da schiavo che siamo costretti a subire, per l'individualista è una vera vergogna.
Come possono usurpare le nostre vite, come possono privarci di ogni minima libertà di controllo su di esse?
L'individualista pretende ed è ambizioso, ha l'ambizione di poter fare veramente ciò che vuole.
Il pensatore sa.
Il pensatore sa vedere le sbarre che lo circondano, il pensatore non si lascia trascinare da una muta rassegnazione.
Perché il pensatore in quanto a tale sa.
Sta a noi decidere che ruolo ricoprire, se essere un semplice individuo o un pensatore individualista, che nella sua eterna misantropia e nei suoi atteggiamenti da eterno ragazzino che pone se al centro del suo mondo è avido e bramoso di libertà sconfinata.
La libertà di sfuggire da quella trappola che è un otto capovolto, che è infinita e scorre nelle menti, il cancro vero dell'umanità sta nel suo lasciarsi perfettamente condizionare dalle regole senza chiedersi il perché delle regole.
Perché dobbiamo fare un lavoro che odiamo in un paese che odiamo in mezzo a gente che odiamo sotto un governo che odiamo con delle regole che odiamo.
Perché siamo schiavi dei soldi.
Del lavoro.
Perché se non nasci in un certo paese o in una certa famiglia non potrai mai fare quello che vuoi veramente.
Persino nel farci del male, siamo bloccati. Perché rischiamo anche di fare del male agli altri.
La nostra dignità in quanto essere pensatori consenzienti è un vacuo fantasma, e il nostro libero arbitrio, un luogo comune.
Se non cambierò idea col tempo, rimarrò sempre un'insoddisfatta pessimista oppressa pensatrice.
Ciao Marti, sai che ho scoperto che la Pia è una fan di Lynch (non mi ricordo come si scrive), quel regista psycho-horror che ti piace tanto?
RispondiEliminaLOL
meli
Oddio, non l'avrei mai detto! Ahah come l'hai scoperto? :)
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