venerdì 13 gennaio 2012

Rimandiamo

Se qualcuno qui è di buon umore e l'ultima cosa che vuole è qualcosa che scalfisca esso (ammesso che ne sia in grado con i miei "pensieri mediocri"), non legga. Altrimenti, accomodati pure e sprofonda anche tu in questa melma vorticosa e male odorante. 

As usual, inizio un post dicendo: sono sul treno.
Precisamente il Pisa Centrale, quello che mi molla giù a Brescia ogni mattina per andare a scuola.
Proprio per il fatto che rimanendo sul treno andremmo a Pisa, io e la mia compagna di viaggio, praticamente ogni mattina, partiamo con la domanda retorica: bruciamo, andiamo a Pisa?
Ogni giorno che si presenta come un inferno, o come un peso, arriva quella domanda.
E questo è uno di quei giorni, in cui il mio corpo cammina per un riflesso incondizionato dell'inerzia, e si trascina per quelle azioni meccaniche, con un'energia misteriosa che non proviene dalle ridotte ore di sonno, dove se i sogni si degnano della loro presenza lo fanno per segnarmi la mente con incubi enigmatici.
E arriva la frase: Andiamo a Pisa? Bruciamo?
Restiamo sul treno. Non scendiamo dove scendiamo di solito, ci ribelliamo a questa vita programmata, evitiamo di imporci ruoli forzati che non abbiamo mai scelto, evitiamo le persone che non vorremmo vedere.
No. Non succede niente di tutto questo.
Scappiamo via, lontano, scappiamo.
No. Non succede niente di tutto questo.
-Ma fa freddo però.
Fa freddo, dico io.
-Ho pochi soldi.
Ho pochi soldi, dico io.
-Un'altra volta, dai.
Un'altra volta, dico io.
Rimandiamo.
Scapperò, mi circonderò dell'illusione di essere libera, mi rivolterò contro tutto ciò che non voglio, parlerò io e non l'io che non mi appartiene, un'altra volta.
Un altro giorno.
E oggi, oggi è solo uno dei tanti interminabili giorni. Uno di quelli che vivi e non ti ricordi, che dimenticherai presto, perché è il tuo fantoccio animato quello che gli altri vedono.
Pisa non è la meta della mia vita. Ma ogni volta che si presenta la proposta di una fuga momentanea, la mia mente quasi si accende. Per poco.
E poi
resta in standby.
Più lontano, più lontano. Un posto dove essere felici. Un posto dove imparare ad accettarsi. E ad accettare. Accettare tutto quanto, dove lasciare indietro la muta frustrazione.
Accettare, e non sopportare.
E se fa qualcosa fa male, combatterla e vincerla, senza un tentativo di abituarti.
Dove l'idea di rassegnazione
è così distante
e sconosciuta.
Più lontano di così. Un posto dove non ci sono le orme del tuo cammino, i fantasmi del tuo cuore, le radici del tuo disagio.
Dove essere liberi, e trovare quel calore.
Per sempre, che è una parola infinita, ma di sole sei lettere.  

La tua musica, la senti, ma non con le orecchie. Sentire non è il termine appropriato. Percepire, forse lo è. 

2 commenti:

  1. so che serve a poco consolare con un po' di coraggio, ma l'affetto si regala a pacchi perché l'amore genera amore e non si consuma mai (prima roba da imparare nella vita, non risparmiare nei gesti e nei sentimenti, darli via senza problema che tanto sono gratis)

    e poi aggiungo che il vero cambiamento, la soluzione, la cosa che fa scattare la molla e diventare attivi (in una parola, che ci fa sentire vivi) è come un click

    un meccanismo che scatta quando convinci te stessa che il vero grande nemico è la paura del cambiamento

    non è a Pisa o a Londra o a Cippirimerlo che trovi la soluzione, ma dentro di te (ahahah che bella frase da madre saggia)

    tante volte siamo lontane dal resto del mondo pur avendolo a due metri, chiusi come siamo nelle nostre stanze, nei nostri dolori, nelle nostre egoistiche tristezze

    ciao, Cristina

    ps: e non dimenticare che ti voglio bene.

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  2. ciao Marti, non ho molto da dire.. solo che il nuovo taglio è chic, asimmetrico e ribelle..wow, per il resto, come va con l'Islanda?:) io credevo che fossero bianchi, invece sono una specie di mix eschimese (gli islandesi, intendevasi)..non so se conosci una cantante islandese, si chiama Bjork ed è abbastanza famosa, anche se io non la seguo so solo che esiste. Be, se ti piace me lo dirai, ah non ti ho chiesto che cosa avevi scelto nel tema e come ti era andato.. pazienza,ne parlerai se ti andrà. Un'altra cosa, scusa posso chiederti quale sarebbe il tuo soprannome cirimbellesco? Ketty= shangai cirigliano= cyrus e il tuo??
    ciao ciao
    abbraccio
    Mel

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