Un unico evento può scatenare miriadi di reazioni diverse.
Una persona quando muore diventa automaticamente un eroe, un angelo. Si dimentica quant'era stronza in vita, quanto ci stavano sul cazzo determinati suoi atteggiamenti, di quanto quella vocetta stridula e acuta ti infilzasse i timpani ogni qual volta questa povera salma aprisse bocca.
Giusto qualche giorno fa è giunta una new entry nella top list dei cadaveri da esaltare.
Nuova carne morta fresca fresca per nuovi gossip e finti moralismi. In fondo non ha senso parlare dell'ipocrisia, perché pure l'ipocrisia sta diventando ipocrita.
Andare contro corrente, contro il pensiero comune, è il nuovo conformismo.
Il bello è che c'è chi è visibilmente dispiaciuto e addolorato alla notizia della prematura scomparsa di questa persona innocente, chi visibilmente eccessivamente dispiaciuto, chi visibilmente mastodonticamente dispiaciuto, chi va contro chi è visibilmente dispiaciuto, chi va contro chi è visibilmente eccessivamente dispiaciuto, chi va contro chi è visibilmente mastodonticamente dispiaciuto, chi va contro tutte e tre le categorie, chi va contro chi parla del morto, chi va contro chi va contro chi parla del morto, chi va contro col solo pensiero a chi va contro chi va contro chi parla del morto, chi va contro chi non è indifferente, chi va contro chi è indifferente.
Tante belle reazioni. E si può studiare per bene quanto sia stupida questa gente.
Vorrei fare un sondaggio per scoprire chi seguisse veramente le gare della nuova star morta, vorrei anche scoprire in quanti di loro l'hanno criticato. Quanti di loro si sono dimenticati di averlo criticato da vivo.
E' certo che la maggior parte dei cuori appesantiti di cui stiamo parlando non lo conoscessero, o ne conoscessero soltanto il nome. O magari vagamente la fama, senza seguirne concretamente la vita.
Ora, questo è il punto su cui io sono un po' più perplessa. A volte sembra che solo perché conosci una persona di fama, o di vista, o ci hai scambiato due parole (ovviamente non sto parlando del corridore bensì di qualunque persona in generale) tu instauri in qualche modo un legame invisibile involontario con essa. Insomma, se questa persona di cui non sei assolutamente amico e che non caghi mai e di cui non ti importa assolutamente nulla muore, deve per forza dispiacerti. La morte è così terribile e fa tanta paura che sembra che proviamo empatia solo per essa, non accorgendoci di quanto peggio ci possa essere intorno. E ora, mi chiedo, quant'è vera questa empatia?
(Aggiornare il blog con pensieri allegri. Ma piove, fa freddo, ho sonno, e non so cosa fare.)
Se sei morto sei un eroe, ti amano tutti. Il problema nasce quando sei ancora vivo perchè se non sei morto allora sei un figlio di puttana.
RispondiEliminaChe tristezza ste esistenze, eh. Ah ora ho capito il significato di "The Hunter".
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